20/05/08

Nuovo libro su Bivona

Dal 15 Maggio è in libreria il volume dello scrittore saccense Pasquale Marchese, "Gaetano Marini verificatore di pesi e misure. Bivona 1862", edito da Sellerio. E' la storia di un funzionario sabaudo che nel 1862, nella Sicilia post-garibaldina, è inviato a Bivona per introdurre le nuove unità di misura e di peso: la lira, il chilo, il metro e il litro al posto di tarì, rotoli, palmi, quartucci ma incontra numerose difficoltà tra il popolo e le autorità locali che non vedono di buon grado tali novità. Alla fine Marini non riuscirà nel suo intento di modernizzazione. L'autore ricostruisce la vita e la vicenda bivonese del Marini da un opuscolo scritto dallo stesso funzionario e stampato a Sciacca "Un buco nell'acqua".

28/04/08

LA RINASCITA DI SANTA CHIARA

Dopo oltre 50 anni dal crollo rinasce una delle più antiche chiese di Bivona, Santa Chiara, chiamata così perchè accanto alla chiesa c'era il Monastero delle Clarisse (le suore di clausura che seguivano la regola di Santa Chiara). In realtà pochi bivonesi sanno che la chiesa era (e ancora lo è) intitolata ufficialmente a San Sebastiano perchè la chiesa sorgeva sul luogo dove esisteva una piccola chiesetta della confraternita di S. Sebastiano (inizi del '400). Poi nel 1554 venne ceduta ai Gesuiti che ricostruirono una nuova chiesa più grande -intitolandola sempre a S. Sebastiano- e accanto ad essa un Collegio. Nel 1598 i Gesuiti vendettero chiesa e collegio alle Clarisse per trasferirsi più a monte dove ora c'è la Madrice. Le suore e il popolo preferirono chiamare la chiesa con il nuovo titolo di Santa Chiara per meglio sottolineare la presenza delle Clarisse. All'interno si trovavano molte opere d'arte -tra cui 10 quadri e oggetti d'argento- che dopo il crollo della chiesa furono vendute (mannaggia a chi ha avuto questa brillante idea... per non dire altre frasi offensive!!??).




Dopo anni di abbandono il Comune ha ottenuto i finanziamenti e sta provvedendo al restauro e al rifacimento dell'intera struttura che diventerà un centro culturale e sociale. La chiesa è stata ricostruita con le stesse misure di un tempo: la facciata con il tetto a capanna e una finestra centrale, la navata centrale e le finestre laterali, l'ex sacrestia. All'interno rimangono alcune cornici di stucco del '700 che adornavano le cappelle del lato sinistro. Per chi arriva dalla fontana dei Ferri è una sorpresa vedere o rivedere (per gli anziani) la sagoma della chiesa con l'intonaco bianchissimo che sembra ricordare il candore dell'abito delle suore.


Unico elemento superstite della vecchia chiesa è il portale risalente al '500 (uno dei più antichi e più belli di Bivona e dei paesi vicini), che è stato sottoposto a una "semplice" ma necessaria pulitura delle superfici senza alcuna integrazione. Al centro c'è uno scudo con l'immagine di S. Sebastiano che dimostra come la chiesa sia ancora oggi dedicata a questo santo martire che non viene più venerato.

22/04/08

LA EX CHIESA DELLA CONCILIAZIONE ???



Da qualche giorno sia a Bivona che in altre zone della provincia e a Palermo c'è un manifesto che pubblicizza un interessante evento gastronomico-culturale IL GUSTO DELLA CULTURA promosso e finanziato dall'Unione Europea, Regione Siciliana e Provincia di Agrigento, e attraverso le GIORNATE GASTRONOMICHE farà tappa ad Agrigento, Licata, Sciacca e Bivona. Quale onore per Bivona partecipare a tale evento, un occasione per portare turisti e curiosi in giro e per far conoscere le bellezze architettoniche e artistiche. Ma c'è un clamoroso errore proprio nel manifesto stesso dove viene indicato il luogo presso cui si svolgerà l'incontro cioè -letteralmente dal manifesto- chiesa ex Conciliazione, in piazza Giovanni Cinà. Volevano scrivere certamente ex chiesa della Concezione ma c'è una bella differenza!! Vi immaginate... mezza Sicilia sta leggendo questo manifesto e viene a sapere che a Bivona c'è una ex chiesa dedicata alla Conciliazione alla pari di Roma dove c'è via della Conciliazione che porta a San Pietro in Vaticano! Che onore!!!
Da qualche tempo a Bivona cambiano i nomi delle piazze dedicandole a personaggi bivonesi illustri (Giovanni Cinà e Damaso Pio De Bono)- e mi sembra doveroso- ma addirittura cambiare il titolo a una chiesa!!?? ma non è tanto per la chiesa in sè quanto per l'inesattezza nei confronti del pubblico. Sarà un errore di stampa o semplicemente l'ignoranza che avanza? Ai posteri l'ardua sentenza.

18/04/08

La Casa-Museo Carmelo Cammarata

Nasce a Bivona la prima sede museale dedicata allo scultore bivonese Carmelo Cammarata (1924-1999). Si tratta della bottega dello stesso artista debitamente restaurata e che contiene alcune opere. Cammarata, scoperto da Cesare Sermenghi, amico di Guttuso e di altri intellettuali dell'epoca, era specializzato nella scultura in legno, alabastro e arenaria secondo la migliore tradizione di quella scultura siciliana definita, non correttamente, "minore". In realtà la storia dell'arte e dell'artigianato siciliano è caratterizzata proprio dall'attività di artigiani, scalpellini, intagliatori, marmorari, come Cammarata che, con pazienza, passione e padronanza dei mezzi tecnici, realizzano piccoli gioielli quasi da collezione, nella preziosità dell'alabastro, dell'arenaria e del legno, secondo un gusto popolare e realistico, fatto di figure maschili e femminili semplici (veri abitanti di Bivona) ma costruite con monumentalità. Dunque, Cammarata conferma quella lunga tradizione bivonese della scultura che ha origine in Bivona sin dal '500 (si ricordano gli scultori in legno Ruggero Valenti e Salvatore Passalacqua).


la targa all'esterno della casa-museo con il logo dell'Istituzione Culturale Carmelo Cammarata

20/03/08

SPECIALE MADONNA DELL'OLIO-Compatrona di Bivona



Il 24 Marzo, Lunedì di Pasquetta, Bivona festeggia la sua compatrona, la Madonna dell'Olio, la cui festa risale al '500. I festeggiamenti sono curati come ogni anno dal Comitato di San Giuseppe. Gli appuntamenti più importanti sono due: al mattino la Messa solenne al Santuario, vicino la Diga Castello; al pomeriggio la processione con il simulacro della Madonna dal campo sportivo e lungo la via Roma fino alla Chiesa Madre. Anticamente la festa della Madonna si svolgeva il mercoledì dopo Pasqua fino al 1971, quando fu deciso di anticiparla al lunedi perchè giorno festivo.



santino in bianco e nero della Madonna con l'antico mantello poi rovinato-interno della chiesa del santuario con il tetto a capriate in legno

La chiesa esisteva già nel 1522 ed era di proprietà della Compagnia della Madonna dell'Olio (un gruppo di bivonesi facoltosi e nobili). Nel '600 gli eremiti agostiniani costruirono il convento.

la Madonna è raffigurata con un'ampolla d'argento nella mano destra che ricorda l'olio miracoloso, e anche il Bambino Gesù ne tiene una nella mano sinistra

Il titolo di Madonna dell'Olio deriva dall'affioramento di olio minerale nei pressi del fiume di S. Margherita che veniva utilizzato sia come combustibile per le lampade sia come rimedio naturale per alcune malattie. Secondo una tradizione popolare, l'olio è collegato alla Vergine Maria per il ritrovamento da parte di un pastore di un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino che fu ritenuto miracoloso. Se fosse stato così si trattava di un dipinto su tavola del '400 o degli inizi del '500.





Tante generazioni di bivonesi hanno conosciuto però un'altra Madonna dell'Olio, infatti esisteva fino alla fine dell'800 un dipinto realizzato nel 1574 da un pittore bivonese Cesare Oddo che per oltre 300 anni è stato venerato nella chiesa rurale. Alla fine dell'800 questo quadro era in cattivo stato di conservazione ed è stato sostituito con una statua in legno dipinto di un ignoto scultore, quella che oggi si venera a Bivona. Dell'antico quadro non si seppe più nulla e non sappiamo nemmeno se la statua ripropone la stessa immagine del quadro. La statua sosta in Madrice per tutto il mese di Maggio e viene riportata al Santuario la prima domenica di Giugno.

01/03/08

LAVORI IN CORSO



Restauro della facciata del Palazzo Greco-inizi del XVIII secolo (destinazione sede museale)




particolare del portale principale e di un balcone con mensole a voluta

vedute dell'angolo occidentale con il lungo balcone e della hanèa (breve galleria con volta che collega due strade)

facciata restaurata della ex Chiesa dell'Immacolata Concezione-prima metà del XVII secolo (l'interno con gli stucchi del '600 deve essere ancora restaurato ma l'edificio è già utilizzato per conferenze)



facciata dell'ex Chiesa di S. Chiara con portale del XVI secolo (destinazione: centro culturale)

27/01/08

Che fine ha fatto il Castello?

Ecco cosa rimane del castello di Bivona: una porzione del muro di cinta del lato orientale cadente, abbandonato e circondato da moderne costruzioni, in via Panepinto nei pressi dell'orologio comunale.

In realtà si trattava di una torre di guardia -compresa tra le vie Panepinto e Benedettine- costruita su un poggio, munita di alte mura e di ambienti destinati alle guardie e all'abitazione del feudatario. Sembra che risalga alla fine del '200, ricostruita nel 1360, risulta distrutta già nei primi anni del '500. A parte gli eventi naturali succedutisi nei secoli, a completare l'opera di distruzione è stata lungo il '900 la "selvaggia" edificazione di alcuni palazzi proprio al centro del castello e la demolizione di gran parte della cinta muraria (infatti solo una mente selvaggia e ignorante poteva autorizzare la distruzione di antichi reperti e la sostituzione con moderni edifici!). Oggi sarebbe stato possibile un restauro delle parti superstiti e attuare la valorizzazione di un sito così antico.
Ci si augura che l'Amministrazione comunale continui nell'impegno -già iniziato anni fà- di recupero di molti edifici storici, proponendo anche per questo "pezzo di storia bivonese" un urgente restauro conservativo che porti alla sistemazione e valorizzazione dell'area antistante con la bella fontana ottocentesca, e ad un adeguata illuminazione che segnali a tutti i bivonesi la presenza di un glorioso passato.

20/01/08

IL 17° DUCA DI BIVONA

Nel Cinquecento Bivona era governata da una potente famiglia di feudatari i Luna. Uno di loro, il conte Pietro, fece emergere Bivona sopra tutte le altre città siciliane perchè l'imperatore Carlo V gli concesse nel 1554 il titolo di Duca- il primo in Sicilia- e Bivona da Contea divenne Ducato. Il titolo di Duca nei secoli passati venne ereditato attraverso complicate vicende da varie famiglie -Moncada, Alvarez de Toledo, Aragona.
Anche se la XIV Disposizione transitoria della Costituzione della Repubblica Italiana afferma che "i titoli nobiliari non sono riconosciuti", è interessante sapere che ancora oggi esiste il 17° Duca di Bivona: si tratta di Manuel Falcò y Anchorena (http://www.geneall.net/H/per_page.php?id=527592) (classe 1936), vive in Spagna, ha tre figli e numerosissimi titoli nobiliari!!!