Negli anni passati sono stati effettuati alcuni restauri di opere d'arte che si trovavano in pessime condizioni e che rischiavano di andare perdute come è invece successo per tante altre. I restauri, condotti per la maggior parte dei casi da restauratori di S. Stefano Quisquina, G. Traina e T. Giambartino, hanno riportato le opere a quella "freschezza" originaria, svelando qualche sorpresa: per esempio il Crocifisso Nero della Chiesa Madre proveniente dalla Madrice vecchia in realtà non era così nero in origine ma era diventato scuro a causa di numerose ridipinture e per l'ossidazione delle vernici; o ancora il Crocifisso della Chiesa di S. Rosalia che ci è giunto "camuffato" da Crocifisso barocco e invece va collocato nel '500; il Crocifisso della Chiesa di S. Domenico, custodito nella sagrestia della Madrice, è stato salvato anche se l'opera ha perduto completamente la pellicola pittorica originale ma in compenso il restauro ha valorizzato la bellezza dell'anatomia e soprattutto della testa e del volto.

Crocifisso ligneo, XVI secolo, Chiesa di S. Rosalia
(a sx foto Quisquina restauro)

Crocifisso ligneo, XVII secolo, Chiesa Madre (provenienza: Chiesa di San Domenico)
(a sx foto Quisquina restauro)

Crocifisso ligneo, XVI secolo, Chiesa Madre (provenienza: Chiesa di San Paolo)
(a sx foto Quisquina restauro)


Crocifisso ligneo, XVI secolo, Chiesa di S. Rosalia
(a sx foto Quisquina restauro)
Crocifisso ligneo, XVII secolo, Chiesa Madre (provenienza: Chiesa di San Domenico)
(a sx foto Quisquina restauro)
Crocifisso ligneo, XVI secolo, Chiesa Madre (provenienza: Chiesa di San Paolo)
(a sx foto Quisquina restauro)
Crocifisso ligneo detto Cristo Nero, XVI secolo, Chiesa Madre (provenienza: Madrice vecchia)
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