07/09/07

SPECIALE SANTA ROSALIA PATRONA DI BIVONA

In occasione della festa patronale di S. Rosalia, svoltasi dal 3 al 5 Settembre 2007, vi presento uno speciale sulla più bella opera d'arte di Bivona, il fercolo e la statua di S. Rosalia, vanto dell'intera comunità civile e religiosa e ammirata anche dagli abitanti dei paesi vicini




facciata della chiesa di S. Rosalia con il portale del '600


interno della chiesa a navata unica con decorazioni del '700 a stucco e oro zecchino (alcune rifatte negli anni '90 del '900 per interessamento dell'allora parroco don Giuseppe Gagliano, al quale si deve il completo restauro dell'interno della chiesa e delle opere d'arte)


Fercolo e statua di S. Rosalia, legno intagliato, dipinto e dorato, 1601-1604, Ruggero Valenti.


Base del fercolo (lato anteriore) con statue di sante, Incoronazione di S. Rosalia, angeli e animali fantastici.


cupola del fercolo lavorata a traforo, uno dei migliori esempi di cupola traforata tra '500 e '600 in Sicilia


particolare della statua di S. Rosalia, ricoperta di foglie di oro zecchino eccetto il volto e le mani. Solo in occasione della processione viene abbellita con la croce, la palma e la collana tutti in argento.


Il fercolo e la statua di S. Rosalia, custoditi nella chiesa omonima di Bivona, furono commissionati nel 1601 dai rettori della Confraternita di S. Rosalia allo scultore bivonese don Ruggero Valenti, già ottantenne (non è documentato il fatto secondo cui il Valenti scolpì la vara per espiare un delitto commesso nel 1564, ben 37 anni prima!). La doratura venne eseguita nel 1604 dai maestri Baldassare Crapitti e Mariano Saragusa, attivi a Palermo tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. Il fercolo, detto comunemete la Vara, è realizzato in legno policromo e dorato e presenta una tipologia a baldacchino. È composto da una base quadrata dove sono scolpite quattro storie a bassorilievo della vita della Santa: gli esercizi ascetici, i tormenti del demonio, la chiamata dalla grotta della Quisquina a quella del Pellegrino, l’incoronazione di S. Rosalia. Sulla base poggiano quattro colonne ricoperte da vari elementi decorativi -scolpiti a rilievo e a tutto tondo- tratti dal repertorio figurativo tardomanierista quali mascheroni, animali fantastici, figure femminili dal busto terminante in tralci vegetali, figure ignude alate a metà tra angeli e cariatidi, numerosi puttini raffigurati in atteggiamenti alquanto insoliti. Si tratta della rappresentazione delle “grottesche”, raffinate decorazioni classicheggianti diffuse nel Cinquecento e nella prima metà del secolo successivo, caratterizzate dalla fusione di elementi sacri e profani. Il fercolo si conclude con la cupola dall’originale e raro traforo. Caratteristici sono i sedici campanellini argentei dal chiaro valore scaramantico: infatti il loro suono aveva la funzione di allontatnare gli spiriti maligni.
Al centro del fercolo spicca la raffinata statua lignea dorata di S. Rosalia, raffigurata come una giovane dama di corte, con abiti preziosi (tunica e mantello sono decorati con elementi vegetali incisi direttamente sul legno e non dipinti), un’acconciatura complessa e scarpe rosse. Da notare il bel viso dai lineamenti delicati e l’espressione sognante e un po’ malinconica, accentuata dalla bocca socchiusa e dall’inclinazione della testa.
La Vara di S. Rosalia, la più bella e preziosa opera d'arte di Bivona, è un vero capolavoro di scultura lignea siciliana del ‘600 e un fine esempio della cultura tardomanierista (e non barocca come molti credono).
Ancora oggi, dopo più di 400 anni, la Vara, seppure guastata da numerosi restauri e ridipinture (1879, 1887, 1982, 1986), mantiene le sue originarie funzioni e viene portata in processione, rigorosamente a spalla, nel giorno della festa della Patrona, il 4 settembre.



tela del XVIII secolo raffigurante l'Incoronazione di S. Rosalia di ignoto pittore collocata sulla volta del presbiterio




La foto, pubblicata nel 1977 da Mons. Paolo Collura, documenta le condizioni della statua di S. Rosalia prima del restauro del 1982 ad opera di Angelo Crestaudo. Da notare due cose: 1- il volto e le mani erano pure ricoperte di oro zecchino (mentre il restauratore ha scelto di lasciare una coloritura con sfondo a tinta neutra e una leggera coloritura rosata delle guance e delle labbra); 2- se si guarda attentamente (foto in alto a destra) si vede che la bocca della santa era molto più aperta rispetto a oggi (foto in basso) perchè in quel restauro le labbra sono state "ritoccate" e ridimensionate, apparendo più chiuse.



la Vara, dopo 407 anni, è ancora una volta portata a spalla dai fedeli per le vie di Bivona così come accadeva nei secoli passati anche se prima se ne occupava la confraternita di S. Rosalia, purtroppo estinta nei primi decenni del '900 e si mostra in tutto il suo splendore nonostante "gli acciacchi della vecchiaia"!!

La Vara sosta in piazza Marconi per la celebrazione della Messa solenne

Alle 23.37, dopo quasi cinque ore di processione in cui non è accaduto nulla al fercolo -per fortuna o meglio per la bravura dei portatori e l'esperienza del capovara- mentre stava rientrando nella sua chiesa.......nni vutammu li vudedda (da intendersi: ci siamo spaventati!!) ma alla fine è andato tutto bene e la Vara è tornata al suo posto sana e salva.





articolo di F. Brocceri sul Giornale di Sicilia del 4 settembre 2007

4 commenti:

Dave ha detto...

Sono G.canzoneri dal Canada certo che é una buona idea per mantenere gli emigrati attaccati al proprio paese con queste belle idee.Congratulazioni a voi tutti

Salvo Tornatore ha detto...

grazie sig. G. Canzoneri per aver gradito i contenuti del blog. spero che tutto questo serva ai più lontani come Lei per fare conoscere e amare di più Bivona. se ha la possibilità diffonda tra altri bivonesi questo blog. Saluti a Lei e alla sua famiglia.

Gianni ha detto...

Vi auguro un Buon natale & un Felice Anno Nuovo

Gianni ha detto...

Salvatore veramente una gran soddisfazione vedere che stanno rinnovavando le importanti e vecchie costruzioni di Bivona,grazie a te con le tue ricerche.Se ti interessa e mi mandi un tuo Email da potermi venire molto bene mandarti un calendario in dialetto e darmi il tuo permesso da poter usare le tue foto che hai su blogger.Ti auguro a te e famiglia una Santa Pasqua.