29/06/07

Piccoli gioielli scolpiti: i portali delle chiese

Le facciate delle chiese di Bivona presentano interessanti portali in pietra, realizzati tra il '400 e la fine del '600, veri e propri gioielli scolpiti, frutto del lavoro di lapicidi e scultori forse siciliani o addirittura locali. I portali conferiscono maggiore monumentalità agli edifici che di solito venivano semplicemente intonacati o addirittura lasciati con la pietra a vista. I portali ancora esistenti sono in cattivo stato di conservazione (fatta eccezione per quello dell'ex Collegio dei Gesuiti, oggi sede del Municipio, restaurato nel 2006) e necessitano di interventi quali consolidamento, pulitura delle superfici e -dove possibile- integrazione delle parti mancanti. Tra i portali più degradati si segnalano quello della chiesa del Carmine (fine '400) e quello della chiesa di S. Paolo (fine '600). Ma anche il portale della chiesa di S. Rosalia e dell'ex chiesa di S. Bartolomeo hanno bisogno di restauri. Migliore sorte è capitata al portale dell'ex chiesa di S. Chiara, il cui restauro è in corso.


Portale della ex chiesa di S. Chiara (dedicata in origine a S. Sebastiano), XVI secolo. (condizione pessima). E' l'unico elemento superstite dell'antica chiesa del Monastero delle Clarisse ma più precisamente il portale potrebbe risalire al periodo in cui i Gesuiti costruirono la prima chiesa dedicandola a S. Sebastiano che, non a caso, è raffigurato sullo scudo inserito nel timpano. Il portale è un tipico prodotto della cultura tardo rinascimentale e manierista come dimostrano gli elementi decorativi (si veda il mascherone intagliato sulla base della colonna-foto a destra).






Portale dell'ex chiesa di S. Bartolomeo, XVII secolo. (condizione mediocre)

Anche in questo caso il portale è ciò che resta di una tra le più antiche chiese di Bivona, sede di una confraternita, appunto di S. Bartolomeo. Il portale, inserito entro una facciata restaurata, si presenta in condizioni mediocri. Da notare l'effetto monumentale dato dalle coppie di colonne, dai due stilobati e dal massiccio cornicione. Le decorazioni raffigurano motivi vegetali che si intrecciano, mascheroni e teste alate.















Portale della chiesa di S. Rosalia, XVII secolo. (condizione mediocre)
Documentato nel 1696, il portale -che in passato era stato dipinto, come dimostrano le tracce ancora evidenti di colore azzurro e rosa- manifesta un impianto classico con vari elementi decorativi rinascimentali, manieristi e barocchi.













Portale della Chiesa Madre (ex chiesa del Collegio dei Gesuiti), XVII secolo (condizione mediocre)
Il portale manifesta equilibrio compositivo e una certa monumentalità di origine rinascimentale. E' privo di decorazioni.














Portale dell'ex Collegio dei Gesuiti oggi sede del Municipio, XVII secolo (restaurato)
Anche questo portale è molto semplice ed è caratterizzato da compostezza e austerità, caratteri tipici della Controriforma.

20/06/07

Tesori perduti

Moltissime sono le opere d'arte documentate che sono andate perdute a Bivona nel corso dei secoli, specialmente tra Ottocento e Novecento. Pensiamo alle numerose chiese di conventi e monasteri, alle confraternite, alle dimore dell'aristocrazia locale. Immaginiamo quante opere poteva contenere solo la Madrice vecchia, con le sue tre navate e oltre venti altari!!! E tutte le chiese oggi diroccate o quelle non più esistenti nemmeno nella memoria dei cittadini contemporanei? ben poco è rimasto di quei tesori che oggi avrebbero fatto di Bivona un vero e proprio museo di arte medievale e moderna.

Ecco alcune opere significative (N.B. esistono poche riproduzioni fotografiche ma ci sono molte notizie desunte da ricerche archivistiche):






















Incisione seicentesca della tavola di Tommaso De Vigilia, Incoronazione di Santa Rosalia, 1494, Chiesa di S. Rosalia-altare maggiore. (foto P. Collura)




















Incisione seicentesca della tavola un tempo attribuita a Tommaso De Vigilia, Incoronazione di S. Rosalia, '400, Chiesa di Sant'Agata. (foto P. Collura)




















Portale della Chiesa dell'Immacolata Concezione, XVII secolo. Dopo la rimozione venne depositato nella vicina chiesa di S. Domenico. (foto Immagini e Testimonianze..., 1987)













Reliquiario a busto di Santa Rosalia, argento, XVII secolo, trafugato dalla Chiesa di S. Rosalia nel 1982. (la foto è solo indicativa della tipologia dell'opera perduta)

Altre opere perdute per varie cause (naturali, furti, vendite, negligenza e ignoranza):

  • Dipinto su tavola di S. Bartolomeo, Vincenzo da Pavia, 1553, Chiesa di S. Bartolomeo.
  • Dipinto su tela della Madonna dell'Olio, Cesare Oddo (pittore bivonese), 1574, Chiesa Madonna dell'Olio, scomparso nella seconda metà dell'Ottocento.
  • Fercolo e statua di S. Bartolomeo, Marco e Silvio Lo Cascio da Chiusa Sclafani, 1580, Chiesa di S. Bartolomeo.
  • Dipinto su tela del Beato Bernardo da Corleone, Padre Fedele da San Biagio Platani, post 1768, trafugato nel 1976 dalla Chiesa dei Cappuccini.
  • Dipinti su tela con vari soggetti sacri, Michelangelo Maglienti e Raffaele Visalli, 1760, Chiesa di Santa Chiara.

18/06/07

Scuola, Beni culturali, Turismo e lingua straniera

Anche il Liceo Ginnasio Statale "Luigi Pirandello" è stato impegnato in progetti dedicati alla cultura locale come nell'anno scolastico 2005-2006 con il progetto "I’d like to be a tourist guide", cui ho partecipato come docente di beni culturali. Il progetto intendeva far acquisire agli allievi partecipanti competenze linguistiche trasversali e specifiche dell’area storico-artistica, così da permettere loro un migliore inserimento in un contesto interculturale e occupazionale di ampio raggio. Il rapporto vincente tra lingua straniera e turismo costituisce un momento di grande valore per la formazione culturale e professionale degli studenti coinvolti in tale progetto. Gli studenti che hanno aderito al progetto hanno pienamente compreso l’importanza della lingua straniera (l’inglese) in rapporto al turismo e ai beni culturali, relazione che può favorire un migliore e qualificato inserimento nel mondo del lavoro. Molto interessante dal punto di vista didattico è stata la visita guidata che gli allievi hanno svolto a Bivona presso il portale della vecchia Madrice alla presenza di un gruppo di turisti inglesi, ai quali hanno illustrato il monumento con il seguente testo:

THE OLD MAIN CHURCH IN BIVONA

The old main Church in Bivona, dedicated to Santa Maria, was founded by a unknown feudatory in the 13th century and was enlarged and completed by Chiaramonte family in 14th century. It is a jewel of Sicilian Gothic. This church was divided by a nave and two side aisles with ten or twelve strong pillars and by a succession of ogival arches and cross vaults. The apse was poligonal and the bell tower, quadrangular in plan, was situated in north corner of the main facade. In the north wall there was an elegant portal from the second middle of the 13th century. The church, once rich in decorations, statues, paintings from the fifteenth century and the sixteenth century, with twelve altars, conserves only the portal.

THE GOTHIC PORTAL OF THE MAIN CHURCH IN BIVONA
This portal is the most important gothic monument in Bivona. In the high and austere facade there is the magnificent portal, in sandstone, surmounted by a big rose and by a blazon. It is the simbol of Chiaramonte power. Infact, the portal was built by Giovanni III Chiaramonte or Manfredi III Chiaramonte between 1363 and 1392.
The portal presents:
· Three ogival arches, delimitated by sticks, and three mouldings with zig zag bands, geometrics and naturalists ornaments.
· Six simple little columns supporting capitals ornate with foliage and, at the side of the columns, six files of diamond-shaped decoration.
· Three scenes (in keystones) which represent the Annunciation to the Virgin, the Virgin with Child, the God’s Lamb with Christ Judge.
From an architectural point of view this portal is an important example of fourteenth century Sicilian architecture, referred to precisely as the “Chiaramonte style”, which strongly reflects Islamic, Norman and Swabian experiences.

17/06/07

Scuola e beni culturali a Bivona

Da oltre un ventennio la Scuola Media Statale "G. Meli" di Bivona, oggi Istituto Comprensivo, ha il grande merito di aver realizzato numerosi progetti didattici volti alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale bivonese nel senso più ampio del termine. Infatti, i ragazzi sono stati impegnati nello studio del patrimonio storico-artistico, dei beni etnoantropologici, delle feste religiose e del folclore, dei fenomeni linguistici, insomma di tutto ciò che è espressione e testimonianza della cultura bivonese. Vanno segnalati:
  • Immagini e testimonianze del nostro passato (a. s. 1985-86), pubblicato nel 1987
  • Segni e simboli della toponomastica di Bivona (a. s. 1986-87)
  • Tradizione, arte e simbolismo nel "Sanciseppi" (a. s. 1989-90), pubblicato nel 1990
  • Espressioni religiose nella tradizione orale bivonese (a. s. 1991-92)
  • Progetto Ragazzi 2000 e i calendari in dialetto bivonese 1995, 1996, 1998, 1999, 2000, 2002; Leggiamo il nostro patrimonio artistico, pubblicato nel 2000.
  • Progetto Beni culturali (a. s. 2002-03); Fate presto-Adotta un monumento. Bivona: il ritorno dell'arte" (a. s. 2003-04); calendario 2004 ; Bivona: l'Arte negata (a. s. 2004-05)






calendario 1996






1987








calendario 2000












calendario 2004
articolo su "Kalòs",2004



Bivona: l'Arte negata, 2005

12/06/07

Beni culturali: un concetto "infinito"

Credete che la parola beni culturali si riferisca solo a i monumenti e alle opere d'arte? Per fortuna non è così, lo dice la legge italiana. Tutto quello che volete sapere sui beni culturali lo trovate nel "Codice dei beni culturali e del paesaggio"- Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Fondamentale è l'art. 10, comma 1: "Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchè ad ogni altro ente ed istituo pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico". I commi 2, 3 e 4 specificano che "sono inoltre beni culturali: le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere ecc.; le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico; le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico o etnoantropologico." Ma non è finita qua, perchè l'art. 11 elenca altre tipologie di beni culturali. Questo concetto "infinito" può sembrare esagerato ma in realtà aiuta chi di dovere (Stato, Regioni, Comuni ecc.) a tutelare e valorizzare tutti i tipi di beni culturali esistenti, senza fare discriminazioni...perchè ahimè esistono pure in questo campo, non solo tra le persone!!!

01/06/07

Un bene culturale abbandonato: la Chiesa di Santa Maria di Gesù

Ruderi della chiesa visti dalla parte absidale
XVI-XVIII secolo



Cappella del Crocifisso con croce in stucco di gusto barocco



Cappella con residue decorazioni in stucco di gusto barocco,
con nicchia che doveva contenere una statua


Ruderi del chiostro