Ecco cosa rimane del castello di Bivona: una porzione del muro di cinta del lato orientale cadente, abbandonato e circondato da moderne costruzioni, in via Panepinto nei pressi dell'orologio comunale.
In realtà si trattava di una torre di guardia -compresa tra le vie Panepinto e Benedettine- costruita su un poggio, munita di alte mura e di ambienti destinati alle guardie e all'abitazione del feudatario. Sembra che risalga alla fine del '200, ricostruita nel 1360, risulta distrutta già nei primi anni del '500. A parte gli eventi naturali succedutisi nei secoli, a completare l'opera di distruzione è stata lungo il '900 la "selvaggia" edificazione di alcuni palazzi proprio al centro del castello e la demolizione di gran parte della cinta muraria (infatti solo una mente selvaggia e ignorante poteva autorizzare la distruzione di antichi reperti e la sostituzione con moderni edifici!). Oggi sarebbe stato possibile un restauro delle parti superstiti e attuare la valorizzazione di un sito così antico.
Ci si augura che l'Amministrazione comunale continui nell'impegno -già iniziato anni fà- di recupero di molti edifici storici, proponendo anche per questo "pezzo di storia bivonese" un urgente restauro conservativo che porti alla sistemazione e valorizzazione dell'area antistante con la bella fontana ottocentesca, e ad un adeguata illuminazione che segnali a tutti i bivonesi la presenza di un glorioso passato.
Ci si augura che l'Amministrazione comunale continui nell'impegno -già iniziato anni fà- di recupero di molti edifici storici, proponendo anche per questo "pezzo di storia bivonese" un urgente restauro conservativo che porti alla sistemazione e valorizzazione dell'area antistante con la bella fontana ottocentesca, e ad un adeguata illuminazione che segnali a tutti i bivonesi la presenza di un glorioso passato.
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