12/06/08

BIVONARTE: VISIBILE-INVISIBILE

Si è svolta sabato 7 giugno 2008 presso la ex chiesa dell'Immacolata Concezione di Bivona la presentazione del progetto Bivonarte: Visibile-Invisibile, organizzata dall'Istituto Comprensivo Statale "G. Meli" di Bivona.
Il progetto, che ha coinvolto gli alunni delle classi della scuola media, prevedeva l'analisi del patrimonio storico-artistico di Bivona ovvero di quei beni culturali visibili, sotto gli occhi di tutti, e la riscoperta di beni invisibili cioè segni "della città che c'è ma nessuno vede". Le attività, che si sono svolte nei mesi precedenti presso l'Istituto e in giro per i monumenti e i quartieri di Bivona, sono state per gli allievi un occasione per riappropriarsi del territorio sotto molteplici aspetti, grazie alla competente guida di docenti impegnati nel campo dei beni culturali e della storia dell'arte, il Tutor Prof. Alfonso Leto, docente di Arte e Immagine e lo storico dell'arte Dott. Salvatore Tornatore. All'incontro hanno partecipato inoltre il Prof. Ciccarello, la Dott.ssa Casà, Dirigente scolastico e l'Avv. Marrone, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bivona. Sono stati presentati i frutti del progetto ovvero il cd con l'ipertesto, due pubblicazioni a stampa in portfolio, le targhe di ceramica per i monumenti adottati.
.


 .
Alcuni esempi di Bivona invisibile:


Categoria tematica: Necropoli. Vita contemplativa-via Sirretta
Categoria tematica: Frammenti. Insegne contadine (porta allannata)-via Lunga

Categoria tematica: Graffi. Pittogramma. Ex Tracomatosario
Categoria tematica: Paesaggi di passaggio. Acqua "benedetta". Fontana Pazza

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiarissimo dottore, ho scoperto il suo blog per caso navigando su bivona on line. Sono rimasta entusiasta dell'affetto e dell'interesse che nutre per il paese d'origine della sua famiglia, è lodevole dal momento che lei non è cresciuto a Bivona. Io , al contrario, a Bivona ci sono cresciuta, conosco ed amo ogni aspetto del mio paese e vederlo così valorizzato tra le righe di questo blog mi commuove non poco.Da un pò di anni non vivo più a Bivona però, quando posso, ci torno con piacere per il fine settimana anche perchè lì c'è tutta la mia famiglia. Vi è una cosa che mi preme dirle, mi piacerebbe che lei si occupasse , se non lo ha già fatto prima, di quella chiesa meravigliosa: Santa Maria di Gesù, che si trova, ormai quasi del tutto diroccata, in zona Santa Chiara a due passi dal portale Arabo-normanno della "Matrìci vecchia". Sperando di potere ancora leggere nel suo blog tante cose che riguardano il gliorioso passato di Bivona, le auguro buon lavoro e mi complimento ancora per l'iniziativa. Cordialità, Miriam Ferlita.

Salvo Tornatore ha detto...

Gentile Sig.ra Ferlita,
La ringrazio per i sinceri complimenti e apprezzamenti per il blog. E' vero, anche se non sono cresciuto a Bivona, ho assimilato a tal punto l'animo bivonese -nelle tradizioni, nel dialetto e nella sua storia- che mi considero palermitano di nascita e bivonese di adozione. Tanti ricordi mi legano a questo paese, dove ho ancora tanti amici e familiari. Se non sbaglio, ricordo una Miriam con cui ho condiviso da bambino molti pomeriggi di giochi in via Montemaggiore. Senz'altro tornerò a parlare di S. Maria di Gesù.
Auguri per le sue attività. Salvo Tornatore

Anonimo ha detto...

Ciao, se tu sei il cugino di M. Cristina, la Miriam con cui hai condiviso i pomeriggi in via Montemaggiore sono sicuramente io; questa sì che è una bella "carrambata" in puro stile Carrà! Nelle foto sei diveso da come ti ricordavo, del resto è da tanto tempo che non ci vediamo e quindi la fisionomia mi è sfuggita, ti prego di scusarmi. Di quei lontani pomeriggi conservo un ricordo meraviglioso: si giocava a nascondino, a strega comanda colori e con la palla ( la lista sarebbe ancora lunga, ma mi fermo altrimenti facciamo notte ), ricordo con tenerezza i vecchiarelli che passavano intere giornate a parlare del più e del meno seduti davanti al tabacchino dello "Ziu Turiddu" Ciccarello, ricordo tuo zio Onofrio e tuo nonno, sembra passato un secolo non trovi? Mi fa piacere di averti ritrovato telematicamente, seguirò con interesse le tue prossime pubblicazioni. Un saluto affettuoso, Miriam.